CBD, SOSPESO IL DECRETO SUGLI STUPEFACENTI

Andrea Vitali

Il Consiglio di Stato congela il decreto che inseriva il cannabidiolo tra i farmaci stupefacenti. La decisione è cautelare: il giudizio di merito, atteso a maggio 2026, potrà confermare o ribaltare l’impianto normativo.

 

UNA SOSPENSIVA, NON UNA SENTENZA DEFINITIVA

Il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare l’efficacia del decreto del Ministero della Salute che prevedeva l’inserimento delle composizioni orali di cannabidiolo (CBD) nella tabella dei medicinali stupefacenti. La misura evita, per ora, l’applicazione del regime restrittivo previsto dal Testo unico sugli stupefacenti. Tuttavia non si tratta di una pronuncia nel merito: l’udienza decisiva è fissata per maggio 2026.

UNA VICENDA APERTA DAL 2020

La controversia nasce nel 2020 con un primo tentativo di includere il CBD nella disciplina degli stupefacenti. Da allora si sono susseguiti ricorsi amministrativi, sospensioni e nuovi interventi regolatori, in un contesto di incertezza per la filiera della canapa industriale. Il punto controverso riguarda le preparazioni orali di CBD, sostanza non psicoattiva distinta dal THC, principio attivo responsabile degli effetti stupefacenti della cannabis.

IMPATTO SULLA FILIERA AGRICOLA

Per i produttori di canapa industriale la sospensiva riduce il rischio di un blocco immediato del mercato. Tuttavia l’assetto normativo resta instabile: una decisione diversa nel giudizio di merito potrebbe ripristinare l’impostazione del decreto ministeriale. Jacopo Paolini, vicepresidente del gruppo di lavoro “Lino e Canapa” del Copa-Cogeca, sottolinea la necessità di «certezza giuridica per garantire investimenti e stabilità alla filiera europea».

QUADRO EUROPEO

A livello comunitario il CBD non è incluso tra le sostanze stupefacenti controllate. La sua qualificazione giuridica varia in funzione dell’uso (cosmetico, tecnico o alimentare), con iter autorizzativi distinti. La decisione del Consiglio di Stato rappresenta dunque una fase interlocutoria. Per imprese agricole e operatori del settore la parola definitiva arriverà solo con la sentenza di merito.

Andrea Vitali – © Floraviva, riproduzione riservata – 18/02/26

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