ALICE MCCABE, L’ARTISTA DEL FIORE CONTEMPORANEO
- AnneClaire Budin
Fiorista, artista e attivista della bellezza sostenibile: Alice McCabe trasforma i fiori in linguaggio estetico e politico. Dalla sua base a Londra, racconta il mondo con installazioni e performance.
Tra le protagoniste più affascinanti della scena floreale contemporanea, Alice McCabe emerge come figura profondamente trasversale: artista multimediale, fiorista di lungo corso, performer e fondatrice di due studi dedicati all’arte floreale sostenibile.

Con oltre vent’anni di esperienza nel settore e quasi dieci alla guida di progetti propri, Alice ha saputo portare il linguaggio dei fiori ben oltre la decorazione, fino a trasformarlo in un veicolo estetico, sociale e ambientale.

Opera da Londra, dove ha fondato nel 2016 “Alice McCabe Flowers”, impresa con cui ha iniziato a creare installazioni floreali ai confini con l’arte contemporanea.

Nel 2020 ha dato vita a “Metafleur”, un vero e proprio design studio dedicato a paesaggi vivi e grandi eventi, che si distingue per l’impegno etico e ambientale.

Con entrambi i progetti, Alice esplora il potenziale poetico e politico del fiore: ogni composizione è un messaggio, ogni allestimento un atto di attenzione verso il mondo naturale e umano.

Le sue creazioni includono installazioni spettacolari come quelle per i lanci di “Blue Planet II” e “Perfect Planet” della BBC all’M&S Arena di Liverpool, premiate anche per la sostenibilità.

Ha lavorato anche per la Giornata Mondiale degli Oceani al National Maritime Museum.

In ambito espositivo, ha presentato opere in spazi d’arte come Ken Space, Windows135, Glasscloud Gallery e JGM Gallery, spesso con “arazzi floreali” effimeri costruiti con materiali foraggiati, riciclati o destinati a sparire.

La sua poetica si fonda sui principi della permacultura: “cura della terra, cura delle persone, equa condivisione delle risorse” non sono solo ideali, ma criteri guida per ogni progetto.

Alice sceglie con cura le collaborazioni e lavora per ridurre l’impatto ambientale anche nei contesti più ambiziosi. La ricerca sui materiali è continua.

L’impegno nel coinvolgere le comunità locali e sviluppare pratiche creative accessibili e inclusive è centrale.

Tra le sue collaborazioni artistiche: Anish Kapoor, Raqib Shaw, Haseeb Ahmed e Livia Rita, con cui ha co-creato per Queer Fashion Week e il V&A.

Ha inoltre avviato progetti di residenza artistica come “The Cultivar Residency” sponsorizzata dal Museum of the Flat Earth a Fogo Island.

Durante la pandemia ha co-fondato un gruppo di lettura sulla permacultura, evidenziando come il pensiero critico e l’ecologia possano intrecciarsi con l’arte floreale.

Alice McCabe non crea solo composizioni: costruisce narrazioni floreali. In ogni opera, bouquet o installazione si ritrova un intreccio di paesaggio, politica e poesia.

Con Metafleur, porta avanti anche un’attività formativa e curatoriale, organizzando workshop, mostre ed eventi che indagano il rapporto tra natura e cultura contemporanea.

Il suo portfolio è un archivio vivente di interventi site-specific, scenografie sensoriali e gesti botanici pensati per stimolare meraviglia e consapevolezza.
