UNA PIANTA PER NON BUTTARE VIA IL NATALE
- AnneClaire Budin
Passate le feste, si smonta tutto. Ma Stella e abete si possono salvare. E con qualche cura, tornano a vivere il prossimo anno.
Smontare il Natale, non il verde

Gennaio è il mese dei buoni propositi e dei sacchi neri: via luci, decorazioni, carta e scatole. E con loro, spesso, anche le piante del Natale. Un vero peccato, perché la Stella di Natale e l’abete – se in vaso o con zolla – non sono “usa e getta”. Con poche attenzioni possono rifiorire e crescere anche l’anno successivo. Basta saperle accompagnare.
Stella di Natale: sì, può sopravvivere

Non fatevi spaventare dalle foglie che cadono: è normale. La Stella di Natale, o Euphorbia pulcherrima, entra in riposo vegetativo dopo le feste. In questo periodo va solo spostata in un angolo luminoso, lontana dai termosifoni, e innaffiata poco. In primavera (aprile-maggio) si rinvasa, si pota a 10 cm dal terreno e si concima con un prodotto a lenta cessione. Poi può stare anche all’aperto, in ombra leggera. Se la riportate in casa da ottobre e limitate l’esposizione alla luce (14 ore di buio al giorno), potrebbe sorprenderci con una nuova fioritura natalizia.
Abete vero: trapiantare o… reinventare

In Italia si vendono ogni anno oltre 8 milioni di abeti naturali, molti dei quali finiscono in discarica pochi giorni dopo l’Epifania. Se l’albero è in vaso e ha superato indenne il caldo secco delle case, può essere trapiantato tra fine inverno e inizio primavera. Ecco i passaggi: scavare la buca in anticipo, in un terreno ben drenato; evitare ristagni d’acqua e gelate; al trapianto, allentare le radici e arricchire il suolo con fertilizzante a base di fosforo e potassio; pacciamare con corteccia o compost. La posizione migliore? Luminosa ma riparata, con spazio per crescere. Anche senza giardino, l’albero di Natale può avere una seconda vita utile. I rami ancora verdi, ad esempio, si possono sistemare nei vasi o nelle aiuole per proteggere le piante dal freddo: le aghifoglie formano una copertura naturale che isola il terreno. Chi dispone di un piccolo biotrituratore può ridurre l’intero albero in pacciame, perfetto per mantenere l’umidità nei vasi e nelle fioriere. E il tronco? Piantato verticalmente in un vaso capiente o direttamente in terra, diventa un valido sostegno per le rampicanti di primavera come fagioli, piselli odorosi o nasturzi. In alternativa, lo si può tagliare in pezzi e usare come bordo per aiuole o come supporto nei balconi. Recuperare le piante delle feste è un gesto semplice e concreto. Non serve essere esperti, solo un po’ di costanza e voglia di sperimentare. E magari, il prossimo dicembre, scopriremo che il nostro Natale è tornato a fiorire.
© Floraviva – riproduzione riservata | 2 gennaio 2026