UN FIORE PER LE MAMME CHE COLTIVANO L'EUROPA

festa della mamma in campo

Per la Festa della mamma, Floraviva ringrazia le donne che coltivano orti e aziende agricole in Italia ed Europa: lavoro decisivo, ancora poco riconosciuto.

 Per la Festa della mamma c'è un mazzo di fiori che non appassisce: è il riconoscimento del lavoro delle donne che, ogni giorno, tengono viva la terra. Lo fanno nell'orto di casa, nei giardini familiari, nei vivai, nelle serre, nelle aziende agricole, nelle cooperative, nei mercati e nelle filiere internazionali.

È un lavoro spesso visto ancora come aiuto, cura, presenza laterale. In realtà è economia agricola, sicurezza alimentare, trasmissione di competenze. Dietro una pianta trapiantata, una cassetta di ortaggi, un campo irrigato, una potatura, una consegna, un bilancio aziendale, ci sono molte donne che lavorano senza chiedere retorica. Chiedono spazio, credito, formazione, diritti e ascolto.

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In Italia le donne occupate in agricoltura sono 823 mila, circa il 30% del totale degli occupati agricoli. Le donne capo azienda sono il 31,5%: erano il 30,7% nel 2010. Il dato non racconta solo una presenza, ma un impegno crescente: nel decennio il lavoro standard femminile nelle aziende agricole è aumentato più di quello maschile.

In Europa il quadro conferma la stessa contraddizione. Le donne guidano circa il 31% delle aziende agricole dell'UE, ma restano sotto-rappresentate nella proprietà, nella gestione e nella leadership. Pesano per il 29% del lavoro agricolo misurato in unità lavorative annue e arrivano al 37% se si contano le persone, segno di una forte presenza in lavori part-time, stagionali e familiari.

Il divario è anche strutturale: le aziende condotte da donne hanno in media 9 ettari, contro i 21 ettari di quelle condotte da uomini. Solo il 19% delle agricoltrici ha ricevuto una formazione agricola di base o completa. Sono numeri che spiegano perché il ringraziamento, da solo, non basta: servono politiche, accesso alla terra, credito, consulenza e reti professionali.

Una ricerca di Camille Robert-Boeuf sui giardini familiari in Francia e sui collettivi di giardini in Russia mostra che le donne hanno un ruolo crescente non solo come coltivatrici, ma anche come figure associative locali. Nei giardini vivrieri si produce cibo, ma anche relazione, memoria, competenza e autonomia.

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Questo vale anche nei nostri territori. L'orto domestico non è un gesto minore rispetto all'agricoltura professionale: è spesso il primo luogo dove si impara il ciclo delle stagioni, il valore dell'acqua, la cura del suolo, la differenza tra consumo e produzione. Da lì può nascere una scelta di vita, una microimpresa, un vivaio, un'azienda agricola esportatrice.

Il florovivaismo italiano è parte di questa storia. Lo studio Nomisma per ANVE e ICE fotografa un comparto con 17.490 imprese attive e un export che nel 2023 ha superato 1,2 miliardi di euro. È una filiera tecnica, commerciale e internazionale, dove contano competenze agronomiche, sostenibilità, gestione idrica, energia, logistica e rapporto con i mercati europei.

In questo mondo, ancora percepito come maschile, molte donne sono già dentro le decisioni: curano la produzione, seguono i clienti, amministrano, innovano, comunicano, tengono insieme famiglia e impresa. Non sono una parentesi sentimentale della Festa della mamma. Sono una parte concreta della competitività agricola.

La Commissione europea ha avviato la Women in Farming Platform per dare più visibilità, mentoring e opportunità alle donne in agricoltura. Nel 2024, 55.300 giovani donne hanno ricevuto sostegno per avviare imprese agricole e accedere a integrazioni di reddito. È un segnale utile, ma la distanza da colmare resta ampia.

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Per questo, oggi, Floraviva ringrazia le mamme che lavorano nei campi e nei giardini, ma anche le figlie, le sorelle, le nonne, le imprenditrici, le braccianti, le tecniche, le vivaiste e le ricercatrici. Ringrazia chi semina senza apparire, chi raccoglie senza essere nominata, chi insegna a un bambino che una pianta non nasce per caso.

Un fiore, una pianta, un albero sono anche questo: il segno vivo di una cura che diventa lavoro, reddito, paesaggio, cibo e futuro. Alla Festa della mamma, il dono più giusto è chiamare questo impegno con il suo nome: lavoro agricolo femminile.

Fonti: Commissione europea, Istat, Métropolitiques, Nomisma per ANVE e ICE.

Anne-Claire Budin– © Floraviva, riproduzione riservata – 08/05/26

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