Michelucci (Avi): per il verde di qualità, puntare sui contratti di coltivazione

Michelucci (Avi): per il verde di qualità, puntare sui contratti di coltivazione

Il presidente dell’Associazione Vivaisti Italiani Michelucci, a margine del convegno di Flormart del 22 settembre sul “verde per la qualità della vita” e le “prospettive del Pnrr”, ha sottolineato che i contratti di coltivazione di piante sono una priorità per i vivaisti e ha sollecitato il Governo a pubblicare l’atteso bando dei contratti di distretto, che potrebbe consentire al Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia di far scattare importanti investimenti per la transizione ecologica. Inoltre per Michelucci i vivaisti devono attrezzarsi per fornire la manutenzione delle piante vendute.

«I contratti di coltivazione saranno il futuro del nostro lavoro, perché, soprattutto in questa fase in cui la domanda di piante è alta, lo spazio produttivo è poco e va sfruttato al meglio e quindi bisogna programmare le piante che servono veramente, quelle che il mercato richiede».
È quando dichiarato venerdì scorso a Flormart da Alessandro Michelucci, presidente dell’Associazione Vivaisti Italiani (soggetto referente del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia), a margine del convegno “Il verde per la qualità della vita: attuazione e prospettive del Pnrr”, organizzato da Fiere di Parma in collaborazione con Anci e Associazione Pubblici Giardini, a cui è intervenuto anche il primo cittadino di Pistoia Alessandro Tomasi (vedi).
«Il sindaco Tomasi – è il commento di Michelucci - ha fatto una spiegazione veramente chiara anche di quanto sta succedendo nei Comuni adesso: le amministrazioni sono sempre più schiacciate dai tagli e non riescono a programmare nulla. Ma il verde che pianti il prossimo anno lo devi programmare, non è come comprare al supermercato. I buoni progetti di verde sono frutto di piantagioni in vari anni e di programmazione fino alla fase finale». «I contratti di coltivazione  - ha continuato - consentono di mirare la produzione: nelle dimensioni giuste e tenendo conto dei requisiti richiesti dalle singole amministrazioni comunali o dagli Stati committenti, perché magari, tanto per fare un esempio, in certi Stati non vogliono l’uso di certi substrati».
«Un aspetto che sta venendo fuori adesso nei rapporti con le amministrazioni pubbliche – ha aggiunto il presidente Michelucci - è la manutenzione dopo la piantumazione e su questo parte del vivaismo di Pistoia è ancora indietro. Le aziende devono non solo vendere le piante ma essere in grado di (e avere il personale per) seguirle una volta vendute. In sintesi, dunque, contratto di coltivazione vuol dire: prenotazione, acconto all’inizio della produzione, possibilità di vederle in fase di coltivazione e poi dopo la vendita anche tot anni di manutenzione. Il pacchetto deve essere completo e le aziende devono strutturare il personale con una parte dedicata alla fase di manutenzione».
Prendendo spunto da uno dei punti toccati dal sindaco Tomasi nel suo intervento al convegno, il presidente di Avi Michelucci ha lanciato un appello al Governo affinché non tergiversi ancora nella pubblicazione del bando dei contratti di distretto nell’ambito del Pnrr. «Il bando dei distretti a Pistoia – ha dichiarato - sarebbe un vero volano di investimenti, molti nella direzione della transizione ecologica e con la creazione di posti di lavoro, che sono fra gli scopi del Pnrr. In tanti lo attendono, sia nel Distretto vivaistico ornamentale che in quello forestale di Pistoia, ma dopo tanti discorsi e rinvii non ne abbiamo saputo più niente».

L.S.