Primo pilastro PAC: Salvadori concorda più contributi e facilitazioni per giovani , olivicoltura, zootecnia e seminativo

Aumentano del 13% per la Toscana i contributi di premio ad ettaro sul primo pilastro della pac 2014-2020. Privilegiati i giovani agricoltori con partita iva e i settori della zootecnia i seminativi e gli olivicoli. Tutti settori strategici per la Toscana che si garantisce un supporto importante per le strategie di medio periodo.

 
Per la Regione con l'accordo sulla Pac e i fondi europei fino al 2020 firmato ieri con il Governo "gli agricoltori toscani saranno un po' più uguali rispetto agli altri agricoltori italiani". Lo sottolinea l'assessore all'agricoltura della Toscana Gianni Salvadori. Un giudizio assolutamente positivo quello sulle definizioni del primo pilastro della nuova Pac 2014-2020 e un ringraziamento al ministro per il lavoro e l'impegno manifestato.
L'accordo regola la distribuzione per i prossimi sette anni di circa 4 miliardi l'anno, in tutta Italia, di aiuti diretti alle imprese. Complessivamente sono oltre 20 miliardi. La torta in questi anni ha subito un taglio del 10 per cento. "Ma gli agricoltori toscani -  spiega l'assessore -  vedranno crescere il premio ad ettaro e potranno contare su un aumento di circa il 13 per cento dell'entità dei contributi".
Inoltre l'accordo privilegia nella distribuzione delle risorse lavoro e giovani e chi fa davvero agricoltura, ovvero coltivatori diretti e imprese con partita Iva. Negli 'aiuti accoppiati', che fuori dal tecnicismo degli addetti ai lavori sono gli aiuti del nuovo sistema di pagamento legati alla produzione, alle rese, alle superfici o ad un certo numero di capi fissi, sono stati premiati zootecnia, olivi e seminativi. Un altro elemento che farà piacere agli agricoltori toscani e che permetterà, secondo la Regione, di compiere scelte strategiche importanti.
Per l'assessore all'agricoltura l'accordo di ieri genera un equilibrio decisivo per il futuro. L'opposto sarebbe accaduto, sempre secondo l'assessore, se ci si fosse spinti a quota 15%, il massimo previsto per l'accoppiato, o se fossero stati ulteriormente frammentati gli interventi: le imprese italiane (e toscane) ci avrebbero a quel punto rimesso. "Con le scelte fatte e le modalità decise per la realizzazione della convergenza in Italia - spiega - sono stati limitati i tagli alle imprese, per esempio adottando il 'metodo irlandese' e garantendo così anche le aziende con titoli elevati che, con un'applicazione diversa, avrebbero ricevuto, in base ai regolamenti europei, penalizzazioni importanti". Scelte dell'accordo firmato ieri che la Regione condivide ed approva.  
 
Redazione Floraviva