Olea 2016: determinante investire sul medium-packaging. Ma le norme penalizzano


Gli esperti che hanno partecipato ieri 19 marzo a Olea, presso l’Istituto Tecnico Agrario di Pescia “D. Anzilotti”, hanno lucidamente analizzato i molteplici aspetti del packaging dell’olio d’oliva: Lamberto Baccioni ha parlato dell’esigenza di soddisfare le aspettative del consumatore ed investire sul packaging come mezzo di comunicazione oltre che  come contenitore, Gianpaolo Andrich si è invece concentrato sulle possibile alterazioni subite da vino e olio nei vari tipi di confezionamento, infine Luigi Caricato ha evidenziato la necessità di creare una cultura dell’olio in Italia. L’innovazione nel packaging deve basarsi sull’utilizzo, non sul mero abbellimento. Il Sindaco di Pescia Giurlani ribadisce l’importanza del settore per la Valdinievole e la determinazione nel volerlo sostenere.

Quello che emerge chiaramente da tutti gli interventi è dunque l’esigenza incombente di comunicare meglio il valore del prodotto olio sia attraverso l’etichetta che nel generale confezionamento. Come, infatti, ha ben illustrato il dott. Lamberto Baccioni, il packaging ha molteplici funzioni: proteggere l’olio da aria, luce, calore e inquinanti esterni; dare identità e personalità al prodotto e al produttore; migliorare le condizioni di utilizzo (ad esempio attraverso salva-goccia, chiusura ermetica, facilità e sicurezza di uso del contenitore); proteggere dalle frodi grazie a chiusure anti-riempimento. I contenitori dell’olio possono essere di molteplici materiali: dal vetro colorato al bag-in-box, passando per contenitori metallici in inox o banda stagnata o riposti in scatole di cartone. Sopratutto Baccioni evidenzia l'importanza, divenuta ormai strategica, d'investire sul packaging come medium utilizzando specialisti della comunicazione. Il professore universitario Gianpaolo Andrich ha esaurientemente esplicato i vari difetti e pregi di essi, in relazione al rilascio di costituenti, al loro conseguente effetto sulla salute del consumatore e all’interazione con gli alimenti. Aspetto di cui bisogna dunque tenere conto una volta che si va a scegliere il materiale di confezionamento dell’olio per diminuire i rischi di cessione di costituenti provenienti dal contenitore. Ovviamente il packaging non può sostituire la qualità del prodotto, ma fa la differenza là dove si vuole comunicare al cliente che è stato pensato apposta per lui, per la sua salute, date le proprietà organolettiche dell’olio extravergine d’oliva, e per un facile utilizzo con ottimale conservazione. Il consumatore dunque vuole che le sue aspettative siano soddisfatte, soprattutto per quanto riguarda l’incontro fra prezzo e pregio del prodotto. Il produttore tramite l’etichetta deve comunicare la sua identità e quella dell’olio, gli attributi attrattivi, le motivazioni dell’acquisto legate ai benefici salutistici e alle occasioni di uso, le motivazioni di conservazione. Qui emerge però il grande problema: le attuali etichette dicono molte cose, tranne quelle che interessano al consumatore. Dalla normativa sono infatti permessi pochi descrittori del valore sensoriale e questo limita molto la possibilità di comunicare che quell’olio non è soltanto privo di difetti, ma possiede dei notevoli pregi. Man mano che si analizzano vari oli d’oliva e si sale di prezzo, si sale anche di grado di pregio: intervengono gradualmente valori produttivi (DOP, BIO), culturali (legati a storia e paesaggio) ed edonistici (legati a gastronomia, memoria e status). Il dott. Caricato ha evidenziato poi come, paradossalmente, in Italia manchi una cultura dell’olio, superata ormai da Spagna e Grecia, le quali già investono ampiamente nella presentazione del prodotto d’eccellenza. Si lavora molto per la qualità dell’olio e poi si trascura il prodotto confezionato, non si investe nell’innovazione. In Italia siamo allora di fronte a un limite culturale: l’olio deve essere soltanto buono. Ma, oggi, sono ormai molte le aziende agricole che producono bene, la differenza si gioca piuttosto in un confezionamento funzionale a utilità e bellezza. Continuiamo a collocare l’olio nei supermercati come merce ordinaria, mentre si dovrebbe cominciare pensarlo in una veste nuova di eccellenza. Questa direzione deve essere sostenuta anche a livello politico e qui il Sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, ribadisce che Pescia intende tutelare e valorizzare la produzione importante di settore che possiede e annuncia una conferenza stampa coi produttori, che si svolgerà fra pochi giorni, con la successiva formazione di un tavolo permanente sull’agricoltura.

Redazione Floraviva

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