Bene l’export agroalimentare toscano nel 2020 grazie a olio e vivaismo

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Per il Monitor dei distretti della Toscana di Intesa Sanpaolo segno più solo nell’export del settore agroalimentare nei primi 9 mesi del 2020. In particolare +9,4% l’«olio toscano», -0,6% il «distretto florovivaistico di Pistoia» (a 215,9 mln di euro), mentre è calato l’export di vino. Già meglio dell’anno scorso le vendite in Germania dei vivaisti pistoiesi, grazie soprattutto alla ripresa estiva dell’export di piante (+33,4% in generale).


«L’unico comparto che chiude i primi nove mesi del 2020 con segno positivo è quello dell’agro-alimentare, che si conferma tra i più resilienti rispetto alla crisi in corso».
E’ quanto comunicato tre giorni fa dalla Direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo presentando l’ultimo aggiornamento del Monitor dei Distretti della Toscana. Un rapporto in cui si registrano nei primi 9 mesi del 2020 vendite all’estero dei distretti toscani pari a 11,5 miliardi di euro (-25% sull’anno scorso), ma con un recupero nel terzo trimestre in otto dei venti distretti monitorati.
Il settore agroalimentare, si legge nella nota, è stato «sostenuto dai buoni risultati del distretto dell’olio toscano (+3,8% nel 3° trimestre, +9,4% nei primi nove mesi del 2020), che cresce in tutti i primi mercati di riferimento e soprattutto nel mercato nord-americano, e del distretto florovivaistico di Pistoia, che grazie alla capacità di cogliere la ripresa dei mesi estivi (+33,4%) riesce a confermare i valori di esportazioni dei primi nove mesi del 2019 (-0,6%)»: pari a 215,9 milioni di euro. E, come riportato oggi dal Tirreno Pistoia, che si è soffermato su tre mercati di sbocco fondamentali del distretto vivaistico pistoiese quali nell’ordine Francia, Germania e Regno Unito, l’unico dei tre in positivo nei primi tre trimestri del 2020 è stato quello tedesco (+1,8%), mentre gli altri due sono calati attorno al 2 percento (un po’ di più la Francia, appena sotto il due per cento il Regno Unito).
Invece, come reso noto dal Monitor di Intesa Sanpaolo, «contiene le perdite, ma non riesce a tornare in positivo, il distretto dei vini dei colli fiorentini e senesi, che chiude il 3° trimestre con un calo del -11%». «Sicuramente il distretto – si osserva - è stato impattato dalle limitazioni al canale Ho.Re.Ca, dalla chiusura delle enoteche e dai minori flussi turistici, ma è importante evidenziare che il 2019 era stato l’anno con il valore maggiore di esportazioni (711 milioni di euro) dal 2008 e che proprio nel 2019 i vini toscani complessivamente avevano superato la soglia di 1 miliardo di euro di esportazioni (terza regione dopo Veneto e Piemonte)».

L.S.