Coldiretti: etichetta di origine per tutti i derivati

in Brevi
Visite: 2368

«L’importante lavoro per arrivare al più presto all’etichetta di origine su tutti i derivati del pomodoro va esteso a tutti i vegetali trasformati, dai succhi alle confettura»: così Coldiretti ricorda quanto chiede l’84% degli italiani che hanno partecipato alla consultazione pubblica indetta dallo stesso Ministero delle Politiche Agricole.

Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha commentato positivamente l’annuncio del ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, di voler estendere anche ai prodotti derivati dal pomodoro l'etichettatura obbligatoria dell'origine delle materie prime, come fatto con latte, pasta e riso. «Ad oggi - sottolinea la Coldiretti - l’obbligo di etichettatura di origine è in vigore in Italia solo per le passate ma non per pelati, polpe, sughi e soprattutto concentrati che l’Italia ha importato dalla Cina nel 2016 per un totale di 91 milioni di chili che riportato al fresco significa attorno il 20% della produzione nazionale. »
«Un fiume di pomodoro che - denuncia la Coldiretti - viene poi spacciato nel mondo come italiano per la mancanza di un sistema di etichettatura di origine obbligatorio. Ma il problema riguarda tutta l’ortofrutta trasformata, dai fagioli all’arancia che spesso arrivano da Paesi lontani per essere lavorati in Italia e diventare magicamente Made in Italy senza alcuna indicazione per il consumatore.»
Così Coldiretti si pone in opposizione all’atteggiamento «incerto e contradditorio» dell’Unione Europea, che obbliga ad indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per l’ortofrutta fresca ma non per i succhi, le conserve o le marmellate, per il miele ma non per il riso, per il pesce ma non per il grano nella pasta. «L’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere - conclude Coldiretti - di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme sul codice doganale.»
 
Redazione