Certificato antimafia: sarà obbligatorio per Pac e Psr

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Dal 1 dicembre 2017, con la Legge di Bilancio 2018, scatta l’obbligo per le aziende agricole di produrre il Certificato antimafia per poter accedere ai contributi della Domanda unica della Pac, in termini di aiuti ad ettaro, e a capo di investimenti dai Programmi di sviluppo rurale per aiuti maggiori o uguali a 25 mila euro.

Sono esonerate dall’obbligo di presentazione del certificato antimafia solo le richieste al di sotto dei 5 mila euro sia per la comunicazione, che per l’informativa antimafia che entreranno in vigore scaglionate nel tempo. L’iter andrà completamente a regime solo dal 1 gennaio 2019, grazie ad una parziale proroga dei termini, secondo quanto sancito dal comma 7-bis della legge di bilancio, il quale “rinvia al 31 dicembre 2018 l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 28, comma 1, della legge 17 ottobre 2017, n. 161, in materia di acquisizione dell’informazione antimafia: la proroga varrà per i soli terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei di importo non superiore a 25.000 euro”.
Quindi, sono obbligate a produrre la certificazione antimafia sin da ora le aziende che sono titolari a vario titolo di aiuti Pac maggiori o uguali a 25 mila euro. Mentre tutte le imprese agricole, titolari a vario titolo di aiuti Pac uguali o maggiori di 5 mila euro e minori di 25 mila euro – tanto sulla Domanda unica che sui Psr – sono esentate dalla sola informativa antimafia, ma fino al 31 dicembre 2018. Per queste aziende l’obbligo di acquisizione dell’informativa antimafia scatterà quindi dal 1° gennaio 2019.
 
Redazione