Riforma UE su DOP e IGP: verso la valorizzazione delle aree interne

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La recente riforma UE sui prodotti DOP e IGP annuncia una svolta significativa per la tutela e promozione delle eccellenze agroalimentari italiane. Con l’introduzione di nuovi consorzi di tutela, l'obiettivo è rafforzare la protezione, promuovere l'agricoltura e il turismo enogastronomico nelle aree interne, mirando a una maggiore sostenibilità e trasparenza.

 

In un incontro cruciale tenutosi presso la sede nazionale di Federitaly a Roma, si è discusso il futuro dei prodotti DOP e IGP italiani alla luce della recente riforma dell’Unione Europea. Un passo avanti significativo è stato compiuto per garantire la tutela e la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del nostro Paese.
L'Onorevole Paolo De Castro, Vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo e relatore principale, ha evidenziato l'importanza della riforma: “Dopo due anni di negoziati, abbiamo raggiunto un accordo su un regolamento che rappresenta un vero testo unico europeo sulle produzioni di qualità, promuovendo un maggiore allineamento e chiarezza in tutti i settori, incluso quello vitivinicolo”.
Il convegno ha visto una convergenza positiva tra associazioni di categoria, politici di diversi schieramenti e professionisti del settore, segno della forte volontà di promuovere gli interessi del sistema agroalimentare italiano. Carlo Verdone, esperto del settore, ha sottolineato il ruolo cruciale dei consorzi di tutela: “Sono presidi di sicurezza per la qualità e la protezione delle nostre eccellenze agroalimentari. La creazione di nuovi consorzi mira a proteggere e promuovere prodotti poco conosciuti o a rischio di estinzione, valorizzando contemporaneamente i territori interni”.
La riforma introduce novità significative come il rafforzamento dei consorzi, maggiori tutele sul mercato, la semplificazione del sistema di registrazione e la trasparenza nei confronti dei consumatori. In particolare, si punta a definire tempi certi per l’esame delle richieste di registrazione delle Indicazioni Geografiche, con l’obiettivo di ridurre i tempi a 6 mesi.
Un altro aspetto rilevante è il potenziale impatto sul turismo Dop, un settore in forte crescita che rappresenta un fatturato di oltre 19,1 miliardi di euro. Le esperienze turistiche legate ai prodotti a Indicazione Geografica contribuiranno a rafforzare l’offerta turistica nazionale, promuovendo la conoscenza delle tradizioni culinarie italiane e sostenendo l'economia delle aree interne.
La riforma dei prodotti DOP e IGP si configura quindi come un’opportunità unica per valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano, promuovere la sostenibilità, il benessere animale e rafforzare l'interazione tra agricoltura e turismo, in un’ottica di sviluppo integrato e inclusivo delle aree interne.

Redazione